mercoledì 18 febbraio 2009

Ultimo Amore


Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare

e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti
il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta
per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar

lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva
ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi
e provava a capir
e disse son zoppo per amore
a donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse
il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi
potere veder
lo stesso dolore
che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì

piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando
quella notte lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò

poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione
a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava
e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar
e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar

scendeva ormai il buio
e trovava soltanto la rabbia
e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar

il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti
il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar

lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola
un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi
non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor

quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò

Vinicio Capossela

domenica 15 febbraio 2009

“Un cittadino onesto ai margini della società."



14/Febbraio 2009, Crema.

Roberto D’Izzia è un ragazzo di 31 anni e vive da solo. Soffre di epilessia, sente solo dall’orecchio sinistro ed ha subito un incidente alla schiena che gli impedisce qualsiasi tipo di sforzo fisico; nonostante ciò, gli è stato riconosciuta l’invalidità minima, escludendolo dalla possibilità di ricevere i dovuti supporti economici.
Roberto lavora in una cooperativa sociale ma il contratto gli è stato prorogato solo fino al 31/12/2009.
Attualmente guadagna solo 950,00 €/mese e, dovendo pagare un mutuo da 665,00 €/mese, la sua condizione economica è al limite della sopravvivenza; dalla prossima settimana, infatti, non avrà più soldi per vivere.
Roberto ha già provato TUTTE LE VIE LEGALI per uscire dalla sua situazione, ma:

  • Non può vendere casa perché non coprirebbe le spese del mutuo.
  • Non esiste un solo ammortizzatore sociale per lui: non può ricevere la tessera regionale dei trasporti e il rimborso per l’accompagnamento destinato agli epilettici, perché ha la percentuale d’invalidità troppo bassa,
  • gli è negato l’aiuto per pagare le bollette perché risulta proprietario d’immobile,
  • gli è negato il prestito d’onore del Comune perché rivolto solo alle coppie e non ai single.
  • La sua banca non approva la pratica per un aumento del mutuo e rilascio di liquidità,
  • le altre banche gli negano la surroga del mutuo, utile ad abbassare la rata.

Roberto sta chiedendo l’aggravamento dell’invalidità utile per ottenere un rimborso mensile di c.a 430 € ma ci vorranno mesi per ottenere tutto ciò; fino a quel giorno non sa come vivere.

Se vuoi aiutare Roberto, puoi mandare un bonifico al seguente conto corrente:
IT 63 Z 02008 33400 000040408079 - D IZZIA ROBERTO

Per contattarlo direttamente e conoscerlo oppure chiedere ulteriori chiarimenti sull'intera situazione, invece, scrivi a
concretamente@live.it

domenica 8 febbraio 2009

Eluana


Non posso non pensarci.
Immaginare cosa potrebbe significare per lei se fosse anche solo in parte cosciente.

L' incidente, poi il ricovero.
I dottori, i cari in lacrime con sguardi pieni di paura.
Mille cavetti sul mio corpo, medicine.

Le ore che diventano giorni, settimane,mesi e poi lunghi interminabili anni.

Vedere il proprio corpo cambiare.
Le infermiere susseguirsi nel prendersi cura di quel pezzo di carne che nemmeno posso sentire.

Lo sguardo di mio padre che anno dopo anno perde le speranze, si distrugge di dubbi nel cercare di capire cosa sia giusto fare per me.......

17 anni di nulla.

Desidererei davvero continuare questo strazio?

***

Terry è morta dopo 15 anni di coma.
L autopsia, tra i tanti danni che il suo corpo aveva subito, aveva evidenziato una massa celebrale di poco più di 600gr, contro i 1100 circa di un cervello sano.

E se si fosse svegliata? Sarebbe stato davvero un bene?

***

Sono adirata, infuriata e sconcertata da chi cerca di giudicare.
Da "Beppino boia" scritto con una bomboletta su un muro.
Io non posso sapere cosa sia giusto fare in una situazione del genere, NESSUNO può.
Nè la Chiesa, nè il governo, nè tanto meno quella massa di capre urlanti che si sentono in diritto di dire ad un padre cosa fare.
Chi di loro ha avuto una figlia in coma per 17 anni?
Chi di voi?

Io posso solo pensare al dolore di mio padre quando si è ammalato per poi morire, ma non prima di vedere le cure uccidere la sua anima.
In quei casi è l' amore che si prova per loro a portare a sperare che sia la morte a dargli la pace che gli nega la vita.
Poi dentro ti resta la rabbia, ed il rimorso per non avergli dimostrato abbastanza amore.
Perchè non è mai abbastanza.

***

Credo che in queste situazioni bisognerebbe portare il massimo rispetto verso l' altrui dolore.
Senza giudicare, ne dare consigli.
Solo cercare di accettare la disperata decisione di un uomo che credo sia già abbastanza a pezzi senza che la gente lo accusi di assassinio.
Senza che persone prive di intelletto e di un minimo di sentimenti umani cerchino di ostacolarlo facendolo passare per egoista ("vuol togliersi un peso").

Con quale coraggio?!
Cristo, vivo in un paese dove se svieni per strada nessuno si ferma, ma poi tutti sanno cosa fare al posto di Dio.

Ipocriti schifosi.

Mi vergogno profondamente di appartenere a questa società.

Eluana, mi dispiace. Mi dispiace davvero di tutto.
Spero tu possa trovare la tua pace.

lunedì 2 febbraio 2009

neve


La neve ha di nuovo coperto tutto.

Il freddo pungente fa male, si insinua sulla pelle e la viola senza pietà.


Il bianco tutt intorno...

Camminare è difficile, calpestarla sembra un' offesa a qualche Dio.


Vorrei tornare bambina, quando la neve era un gioco, una pasta da modellare...


Quando una delle tante nonne me la riempiva di sciroppo alla ciliegia

e niente era più buono....

domenica 1 febbraio 2009